Ufix

Articoli, guide e quant'altro su GNU-Linux, accessibilitĂ  e informatica in generale

Chi sono

Utente: ufeec
Nome: Marco Carnazzo
Un computer con le scarpe da tennis. Sostenitore del software libero, della nonviolenza e della musica world. Convinto che "chi porta la veritĂ  fa aumentare il dubbio".

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---
--- 2005 ---

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
lunedì, 17 luglio 2006

Alla ricerca della data perfetta

Sembra una cretinata, ma qual è il modo migliore per chiedere ad un utente di inserire una data in un modulo?

Con alcuni ragazzi (Cinzia Dell'Erario e Davide Agati), all'interno di un progetto universitario, abbiamo analizzato le possibilità che ci sono venute in mente...

postato da: ufeec alle ore 10:16 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, usabilitĂ , per addetti ai lavori
martedì, 27 dicembre 2005

Utonti e talebani / 2

Ecco là... L'eterna lotta tra il bene e il male continua...

Mentre ero senza computer sembra abbia fatto abbastanza scalpore tra gli addetti ai lavori una email di Linus Torvald, uno dei padri di GNU-Linux, a favore di KDE e contro Gnome: dice che Gnome sembra creato per gli idioti e quindi solo gli idioti lo useranno.

Pronta la risposta di Jeff Waugh, del team di Gnome: "ci stiamo concentrando per rendere il software libero adeguato per gli utenti inesperti (che non vuol dire cretini)"

Da quanto detto in un altro post, si capisce subito che sto dalla parte di Waugh ;). Nel senso che appoggio decisamente l'orientamento che il team di Gnome ha dato verso la "casalinga di Voghera" (di morettiana memoria ). Tra l'altro Gnome credo sia l'unico ambiente desktop libero che sta attuando una politica seria per l'accessibilità agli utenti con disabilità.
Questo certo non vuol dire che vorrei che KDE scompaia: il bello di Linux è che c'è libertà di scelta .

La foto dell'Uomo Ragno e di Capitan America è tratta da Wikimedia Commons.
postato da: ufeec alle ore 17:27 | link | commenti
categorie: riflessioni, per tutti, usabilitĂ 
lunedì, 05 dicembre 2005

Utonti e talebani

Un programma che svolge perfettamente il proprio compito ma lo fa rendendo la vita difficile all'utente, oppure facendolo sentire stupido, è un programma inutile.
Questa frase andrebbe scolpita sul monitor di tutti i programmatori del mondo.
Progettare un programma in modo che sia facile non vuol dire trattare gli utenti come se fossero degli emeriti imbecilli: vuol dire trattarli come persone che spesso usano il computer come mezzo per raggiungere degli scopi.
Alla stragrande maggioranza delle persone non importa minimamente come funziona un computer, cos'è un float, dov'è allocato un dato. La stragrande maggioranza delle persone vuole solo mandare quel dannato messaggio di posta elettronica senza smadonnare.
Per i non addetti ai lavori questo discorso è ovvio. Per i programmatori, me compreso sia chiaro, spesso no.
I talebani dell'informatica vivono in un mondo dove tutti hanno una perfetta conoscenza di un computer, dei suoi componenti, di come funziona... E se tu non ne sai abbastanza, beh... sei proprio un cretino. E che Allah ti confonda.
Credi che
rm -rf /
sia una formula magica? Meriti la lapidazione.
Pensi che per scrivere un documento di testo sia meglio fare due click qua e là invece di trasformarsi in polipi e premere ALT-V, d, CTRL-S...? Ti verranno tagliate le mani.

Questa gente forse non se ne rende conto, forse (anzi, quasi sicuramente) lavora in buona fede, eppure ti odia.
Sia chiaro una volta per tutte: non sei tu ad essere incapace: sono loro ad essere fuori dal mondo.
Faglielo sapere. Per carità, con dolcezza. Se sono raggiungibili via email, scrivigli. Se non lo sono smetti di usare i loro programmi.
E' una questione di dignità.

Quest'articolo è nato in seguito ad una discussione con Massimo Cini (ciao, pallino!).
La foto del Mullah Omar è tratta da Wikipedia.
postato da: ufeec alle ore 16:51 | link | commenti
categorie: riflessioni, per tutti, usabilitĂ 
mercoledì, 30 novembre 2005

Linux è difficile?

Linus Torvalds, uno dei papà di GNU-Linux, dice che qualsiasi progresso dell'umanità attraversa tre fasi: la sopravvivenza, l'organizzazione sociale e il divertimento.

GNU-Linux ha superato sicuramente la fase di sopravvivenza: è un sistema operativo maturo e molte persone (me compreso) riescono tramite esso a svolgere tutte le attività per cui serve un computer.

Si sta organizzando socialmente: ogni giorno si diffonde sempre di più, finora soprattutto tra gli esperti e per attività server, ma non solo. E ancora più di GNU-Linux si diffonde la mentalità open source. Il metodo di produzione di programmi a sorgente aperto ha già suoi standard, studiati anche in alcune università. Sono ormai una realtà diffusa le comunità Linux, i team di sviluppatori di programmi a sorgente aperto e addirittura associazioni e movimenti che si ispirano al fenomeno Linux per i propri metodi decisionali e organizzativi.

Si può dire che GNU-Linux è arrivato alla fase "divertimento"?
In altre parole: usare GNU-Linux oggi può considerarsi un'attività facile, soddisfacente e divertente?

La mia risposta è "forse, tendente al sì'". La strada per rendere Linux totalmente usabile è ancora lunga - come del resto è lunga la strada per considerare universalmente facile l'uso dei mezzi informatici in toto - ma la comunità dei programmatori Linux sta finalmente entrando in quest'ottica e sta facendo passi da gigante.

L'esempio più maturo e lampante di ciò, a mio parere, è Ubuntu.

Ubuntu è una distribuzione Linux estremamente facile da installare (ha un'installazione più semplice di Windows: provare per credere) e da usare. È quanto di più avanzato ho trovato attualmente, in ambiente Linux, in termini di facilità d'uso e di interesse verso le persone portatrici di handicap.

Già il suo nome è emblematico della filosofia che ci sta dientro. Ubuntu è una parola africana, che non ha un equivalente nella nostra lingua, ma che più o meno vuol dire "Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". E ancora più emblematico è il sottotitolo del progetto: "Linux for human beings" (Linux per esseri umani).


Invito tutti a visitare il sito ufficiale o il suo equivalente in italiano di Ubuntu, ricchi di spiegazioni, sia su come si usa il sistema sia sulla sua filosofia.

Chi si sente pronto a provarlo, ne può trovare anche una versione interamente in italiano. Tra l'altro, oltre alla versione da installazione, ne esiste una live.

Le distribuzioni live sono quelle che partono da cd, all'avvio del computer, senza che sia necessario installarle e quindi stravolgere l'assetto del proprio pc.
Un ottimo modo per assaggiare Linux, se non siete ancora convinti... ;

La foto dell'"Ubuntu circle" è tratta dal sito ufficiale di Ubuntu.
postato da: ufeec alle ore 22:04 | link | commenti (4)
categorie: recensioni, riflessioni, per tutti, usabilitĂ