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Articoli, guide e quant'altro su GNU-Linux, accessibilitĂ  e informatica in generale

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Nome: Marco Carnazzo
Un computer con le scarpe da tennis. Sostenitore del software libero, della nonviolenza e della musica world. Convinto che "chi porta la veritĂ  fa aumentare il dubbio".

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mercoledì, 29 novembre 2006

Dove eravamo rimasti?

Periodo di grandi impegni personali, quindi periodo di mio grande silenzio.
Nel frattempo, due sono i grandi eventi nel mondo del software libero:

1. È uscita la nuova versione di Ubuntu: la 6.10 (nome in codice Edgy), la distribuzione Linux facile facile che mi piace tanto. Risoluzione di bug, nuovi software e migliorie grafiche a parte, la novità più grande che ho visto rispetto alle versioni precedenti è la possibilità di ibernare il computer, velocizzando di molto l'avvio.
Se si vuole aggiornare la propria distribuzione, la procedura è molto facile.

A dovere di cronaca, la versione precedente di Ubuntu (la 6.06, nome in codice Dapper) sarà supportata più a lungo, gran parte del software pacchettizzato da terze parti sarà fatto per essa e comunque va ancora bene: insomma, questa grande urgenza per aggiornarla non c'è .

Naturalmente è stata creata la nuova versione della Ubuntu Guide, aggiornata alla Edgy. Purtroppo non esiste ancora la traduzione italiana, per il semplice fatto che in questo periodo non ho il tempo per occuparmene .


2. La Sun ha reso opensource le implementazioni di Java, coprendole con licenza GPL.
La conseguenza più banale è che Java potrà essere incorporato nativamente nelle nuove versioni delle distribuzioni Linux senza tanti artifici complicati come accadeva finora.

La conseguenza più bella è che finalmente si può mettere mano a tutto il codice sorgente.

La conseguenza meno immediata è che - se non vado errato - tutto il software scritto in Java deve ora essere rilasciato sotto licenza GPL, a meno che non si usi un sotterfugio.
Quest'ultimo non è un mio problema, visto che finora tutto il software da me creato è già sotto licenza GPL .
postato da: ufeec alle ore 23:53 | link | commenti (6)
categorie: recensioni, riflessioni, per tutti, per addetti ai lavori
lunedì, 17 luglio 2006

Alla ricerca della data perfetta

Sembra una cretinata, ma qual è il modo migliore per chiedere ad un utente di inserire una data in un modulo?

Con alcuni ragazzi (Cinzia Dell'Erario e Davide Agati), all'interno di un progetto universitario, abbiamo analizzato le possibilità che ci sono venute in mente...

postato da: ufeec alle ore 10:16 | link | commenti (4)
categorie: riflessioni, usabilitĂ , per addetti ai lavori
giovedì, 02 febbraio 2006

No 1984

Velocemente, un sito a chi vuol saperne di più su Palladium, Trusted Computing e quanto di orribile è alle porte dell'informatica.
E anche a chi come me adora e teme George Orwell...
postato da: ufeec alle ore 22:59 | link | commenti
categorie: recensioni, riflessioni, per tutti
martedì, 27 dicembre 2005

Utonti e talebani / 2

Ecco là... L'eterna lotta tra il bene e il male continua...

Mentre ero senza computer sembra abbia fatto abbastanza scalpore tra gli addetti ai lavori una email di Linus Torvald, uno dei padri di GNU-Linux, a favore di KDE e contro Gnome: dice che Gnome sembra creato per gli idioti e quindi solo gli idioti lo useranno.

Pronta la risposta di Jeff Waugh, del team di Gnome: "ci stiamo concentrando per rendere il software libero adeguato per gli utenti inesperti (che non vuol dire cretini)"

Da quanto detto in un altro post, si capisce subito che sto dalla parte di Waugh ;). Nel senso che appoggio decisamente l'orientamento che il team di Gnome ha dato verso la "casalinga di Voghera" (di morettiana memoria ). Tra l'altro Gnome credo sia l'unico ambiente desktop libero che sta attuando una politica seria per l'accessibilità agli utenti con disabilità.
Questo certo non vuol dire che vorrei che KDE scompaia: il bello di Linux è che c'è libertà di scelta .

La foto dell'Uomo Ragno e di Capitan America è tratta da Wikimedia Commons.
postato da: ufeec alle ore 17:27 | link | commenti
categorie: riflessioni, per tutti, usabilitĂ 
venerdì, 16 dicembre 2005

Appello in favore del software libero

Sto per tornare online, intanto giro una notizia e un appello...

La Conferenza dei Rettori Italiani, - CRUI - sta avviando una iniziativa per gli studenti universitari a mio parere discutibile, contro il pluralismo tecnologico e informatico.

In giro per l'Italia si stanno raccogliendo firme soprattutto nel mondo accademico e degli studenti per un appello in favore del sofware libero e open source, la cui valenza didattica è assodata.

Ti chiedo di:

  • firmare l'appello, scrivendo nei commenti la tua qualifica (studente, laureando, dottorando, ricercatore, professore...)
  • diffondere questo messaggio, con particolare riguardo verso il mondo accademico e degli studenti, cui la CRUI afferisce.

Se sei interessato, guarda la pagina dell'iniziativa e il comunicato stampa.

Grazie per il tuo supporto.
postato da: ufeec alle ore 17:40 | link | commenti
categorie: riflessioni, per tutti
lunedì, 05 dicembre 2005

Utonti e talebani

Un programma che svolge perfettamente il proprio compito ma lo fa rendendo la vita difficile all'utente, oppure facendolo sentire stupido, è un programma inutile.
Questa frase andrebbe scolpita sul monitor di tutti i programmatori del mondo.
Progettare un programma in modo che sia facile non vuol dire trattare gli utenti come se fossero degli emeriti imbecilli: vuol dire trattarli come persone che spesso usano il computer come mezzo per raggiungere degli scopi.
Alla stragrande maggioranza delle persone non importa minimamente come funziona un computer, cos'è un float, dov'è allocato un dato. La stragrande maggioranza delle persone vuole solo mandare quel dannato messaggio di posta elettronica senza smadonnare.
Per i non addetti ai lavori questo discorso è ovvio. Per i programmatori, me compreso sia chiaro, spesso no.
I talebani dell'informatica vivono in un mondo dove tutti hanno una perfetta conoscenza di un computer, dei suoi componenti, di come funziona... E se tu non ne sai abbastanza, beh... sei proprio un cretino. E che Allah ti confonda.
Credi che
rm -rf /
sia una formula magica? Meriti la lapidazione.
Pensi che per scrivere un documento di testo sia meglio fare due click qua e là invece di trasformarsi in polipi e premere ALT-V, d, CTRL-S...? Ti verranno tagliate le mani.

Questa gente forse non se ne rende conto, forse (anzi, quasi sicuramente) lavora in buona fede, eppure ti odia.
Sia chiaro una volta per tutte: non sei tu ad essere incapace: sono loro ad essere fuori dal mondo.
Faglielo sapere. Per carità, con dolcezza. Se sono raggiungibili via email, scrivigli. Se non lo sono smetti di usare i loro programmi.
E' una questione di dignità.

Quest'articolo è nato in seguito ad una discussione con Massimo Cini (ciao, pallino!).
La foto del Mullah Omar è tratta da Wikipedia.
postato da: ufeec alle ore 16:51 | link | commenti
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mercoledì, 30 novembre 2005

Linux è difficile?

Linus Torvalds, uno dei papà di GNU-Linux, dice che qualsiasi progresso dell'umanità attraversa tre fasi: la sopravvivenza, l'organizzazione sociale e il divertimento.

GNU-Linux ha superato sicuramente la fase di sopravvivenza: è un sistema operativo maturo e molte persone (me compreso) riescono tramite esso a svolgere tutte le attività per cui serve un computer.

Si sta organizzando socialmente: ogni giorno si diffonde sempre di più, finora soprattutto tra gli esperti e per attività server, ma non solo. E ancora più di GNU-Linux si diffonde la mentalità open source. Il metodo di produzione di programmi a sorgente aperto ha già suoi standard, studiati anche in alcune università. Sono ormai una realtà diffusa le comunità Linux, i team di sviluppatori di programmi a sorgente aperto e addirittura associazioni e movimenti che si ispirano al fenomeno Linux per i propri metodi decisionali e organizzativi.

Si può dire che GNU-Linux è arrivato alla fase "divertimento"?
In altre parole: usare GNU-Linux oggi può considerarsi un'attività facile, soddisfacente e divertente?

La mia risposta è "forse, tendente al sì'". La strada per rendere Linux totalmente usabile è ancora lunga - come del resto è lunga la strada per considerare universalmente facile l'uso dei mezzi informatici in toto - ma la comunità dei programmatori Linux sta finalmente entrando in quest'ottica e sta facendo passi da gigante.

L'esempio più maturo e lampante di ciò, a mio parere, è Ubuntu.

Ubuntu è una distribuzione Linux estremamente facile da installare (ha un'installazione più semplice di Windows: provare per credere) e da usare. È quanto di più avanzato ho trovato attualmente, in ambiente Linux, in termini di facilità d'uso e di interesse verso le persone portatrici di handicap.

Già il suo nome è emblematico della filosofia che ci sta dientro. Ubuntu è una parola africana, che non ha un equivalente nella nostra lingua, ma che più o meno vuol dire "Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti". E ancora più emblematico è il sottotitolo del progetto: "Linux for human beings" (Linux per esseri umani).


Invito tutti a visitare il sito ufficiale o il suo equivalente in italiano di Ubuntu, ricchi di spiegazioni, sia su come si usa il sistema sia sulla sua filosofia.

Chi si sente pronto a provarlo, ne può trovare anche una versione interamente in italiano. Tra l'altro, oltre alla versione da installazione, ne esiste una live.

Le distribuzioni live sono quelle che partono da cd, all'avvio del computer, senza che sia necessario installarle e quindi stravolgere l'assetto del proprio pc.
Un ottimo modo per assaggiare Linux, se non siete ancora convinti... ;

La foto dell'"Ubuntu circle" è tratta dal sito ufficiale di Ubuntu.
postato da: ufeec alle ore 22:04 | link | commenti (4)
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domenica, 27 novembre 2005

Il blog è atterrato

Il blog è atterrato,.
L'intenzione è quella di condividere con altri informazioni, novità, guide e quant'altro per contribuire a rendere l'informatica più a portata di qualsiasi essere umano. Compresi coloro che sono costretti a usare i computer pur odiandoli. Compresi i portatori di handicap. Compresi coloro che vivono in zone del mondo dove i computer sono meno diffusi, per motivi economici e/o culturali.

Insomma: quello che gli addetti ai lavori chiamano "lotta al digital divide (divario digitale).
Perché se la conoscenza non è diffusa, diventa privilegio.

La seconda sfida è che tutto questo passi attraverso il software libero.
Recentemente ho letto una lettera, scritta da Renzo Davoli e indirizzata a Beppe Grillo, che riassume perfettamente ciò che sta dietro il software libero.
Ne invito caldamente la lettura.

Ha lo svantaggio di essere lunghetta. Ma il pregio di essere molto chiara anche per i non adetti ai lavori. E il pregio anche che si può abbandonarne la lettura anche prima della sua fine: si saranno comunque imparati concetti importanti.

Il blog è atterrato.
E vuole essere una goccia in questo mare che potrebbe portarci lontano...

La foto dell'atterraggio su Marte è tratta da Wikimedia Commons.
postato da: ufeec alle ore 22:30 | link | commenti
categorie: riflessioni, per tutti